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	<title>Coscienza Etica</title>
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	<description>Un&#039;etica nella Vita</description>
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		<title>Il Mese dei Pesci</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 07:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZODIACO]]></category>

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		<description><![CDATA[LA DODICESIMA FATICA “LA  CATTURA DEI BUOI DI GERIONE” Pesci  -  20 Febbraio -20 Marzo IL MITO Il Maestro chiamò Ercole e gli disse: “Ora sei davanti all’ultima Porta. Ti rimane l’ultima fatica prima di completare il cerchio e ottenere la liberazione.  C’è un luogo oscuro dove la Grande Illusione  regna sovrana. Il re di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><img class="alignleft size-full wp-image-516" title="12.pesci" src="/wp-content/uploads/12.pesci_.jpg" alt="" width="100" height="100" /></strong><em>LA DODICESIMA FATICA</em></h3>
<h3><em>“LA  CATTURA DEI BUOI DI GERIONE”</em></h3>
<p><strong>Pesci  -  20 Febbraio -20 Marzo</strong></p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">IL MITO</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro chiamò Ercole e gli disse: “Ora sei davanti all’ultima Porta. Ti rimane l’ultima fatica prima di completare il cerchio e ottenere la liberazione.  C’è un luogo oscuro dove la Grande Illusione  regna sovrana. Il re di questo luogo è Gerione, un mostro a tre teste, tre corpi e sei mani. Egli tiene illegalmente con sé una mandria di buoi dal colore rosso cupo. Tu devi portare questa mandria da quel regno alla nostra Sacra Città. Fai attenzione al pastore Eurizione e ad Ortro, il suo cane a due teste. Ti posso dare un consiglio: Invoca l’aiuto di Elio.”</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole passò la 12^ Porta e si fermò in un tempio per fare offerte a Elio, il dio del fuoco solare. Meditò per  sette giorni e alla fine un calice d’oro cadde ai suoi piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Raccolse il calice e con la sua protezione attraversò un mare agitato e sbarcò sulla riva del regno di Gerione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi subito vide la mandria rossastra che pascolava sorvegliata dal pastore Eurizione e dal suo cane a due teste, che subito gli si scagliò contro. Ercole lo abbattè in solo colpo ma lasciò in vita il  pastore che lo supplicava spaventato poi, spingendo i buoi davanti a sé, si avviò verso la Città Sacra.</p>
<p style="text-align: justify;">Improvvisamente si accorse che Gerione lo stava inseguendo sbuffando fuoco e fiamme dalle sue tre teste, ma  Ercole scagliò la sua freccia con tale impeto che trafisse tutti e tre i corpi del mostro, il quale, con striduli grugniti, cadde e non si rialzò più.</p>
<p style="text-align: justify;">Non fu facile condurre i buoi alla Città Sacra. Ogni tanto qualcuno si perdeva ed egli doveva cercarlo. Alcune volte smarrì la via, ma sempre ritornava sui suoi passi per ritrovare il giusto sentiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine Ercole ebbe un’intuizione: mise tutti i buoi nella coppa d’oro che gli era servita per navigare fino all’isola di Gerione e li portò nella Città Sacra per offrirli in sacrificio ad Atena, la dea della Saggezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando tornò dal Maestro, questi lo accolse e gli disse: “Con queste 12 fatiche hai superato tutto ciò che è umano e hai raggiunto il divino.  Sei tornato alla tua dimora per non lasciarla mai più e hai conquistato l’immortalità. Ora inizia il tuo compito cosmico.”</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL SEGNO – INSEGNAMENTI</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il segno è rappresentato dai due Pesci, uno rivolto al Nord, l’altro che nuota all’orizzonte. Il Pesce rivolto al Nord  è il simbolo dell’aspirante ai misteri, quello all’orizzonte rappresenta la persona comune. Entrambi sono un’unica realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motto esoterico del segno è:  “Lascio la casa del Padre, e ritornando, io salvo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segno dei Pesci è il segno dei Salvatori del Mondo, i grandi Figli di Dio che provengono dalla dimora del Padre chiamati dal bisogno dell’umanità. Essi vengono a dare la dimostrazione del servizio e a  stabilire, con le loro vite, un esempio concreto, affinché gli uomini possano seguire le loro orme.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole è un Salvatore del Mondo. Egli è venuto ad uccidere Gerione, un uomo con tre corpi, simbolo dell’essere umano con i suoi tre corpi unificati e simbolo dell’aspetto forma, indicandoci la via per diventare anima. Egli ha ucciso questo mostro, l’aspetto forma, indicandoci la via per salire all’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">I buoi rossi simboleggiano i bassi desideri, la caratteristica principale dell’umanità. Questi desideri sono sorvegliati da un pastore che è la mente, mentre il cane a due teste simboleggia la nostra natura psichica e l’aspetto materiale della nostra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole uccide il cane a due teste per insegnarci a privare di ogni potere sia il nostro aspetto materiale che la nostra natura emozionale, ma lascia in vita il pastore, la mente, perché durante le nostre incarnazioni la mente ci è indispensabile per  interpretare l’energia spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli ci insegna che i buoi rossi, i nostri desideri, devono essere incanalati, sottomessi e  guidati e infine offerti alla dea della saggezza, l’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segno dei Pesci è  il segno della morte sotto vari aspetti: può essere la morte del corpo, oppure la fine di qualche amicizia indesiderabile, di qualche comportamento scorretto, di qualche forma di devozione che impedisce la nostra autodeterminazione. E’ il segno della morte della personalità per poter intraprendere il sentiero dell’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando ci comportiamo come anima, anche noi diventiamo servitori del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma che cosa significa in pratica essere servitori del mondo?</p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa dovremo assolutamente superare qualsiasi desiderio di autoaffermazione: essere impegnati nel compito della salvezza del mondo non lascia più tempo né energia per qualsiasi tornaconto personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo dei servitori del mondo non ha dogmi né dottrine, va incontro al bisogno dei fratelli con l’amore enunciato dal Cristo che è comprensione amorevole e intelligente, capace di valutare i bisogni di ogni individuo, capace di stimolarli a trovare da sé la soluzione ai propri problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di iniziare la fatica, Ercole  si ferma nel tempio e medita per sette giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per imparare a coltivare  l’inclusività e lo spirito universale della Nuova Era il cui motto è: “ama l’altro perché l’altro è te stesso”, anche noi dobbiamo meditare.</p>
<p style="text-align: justify;">La meditazione, quando è fatta correttamente, è un duro lavoro mentale che ha la finalità di orientare la mente verso l’anima: quando siamo riusciti in questo intento, dobbiamo imparare ad ascoltare con la nostra mente ciò che l’anima ci deve dire e quindi imparare a tradurlo in parole e frasi da riversare nel nostro cervello in attesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un lavoro facile, nessun lavoro che ci porta verso i regni dello spirito è facile, ma quando, tutti insieme, CI SAREMO CONTAGIATI CON L’AMORE, CON LA GIOIA, CON L’ARMONIA DEI GIUSTI E RETTI RAPPORTI,  una nuova energia trasformerà la terra in un luogo di inimmaginabile bellezza e l’umanità potrà svolgere il suo compito di diventare un ponte di salvezza e di luce fra i regni di natura e i regni dello spirito.</p>
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		<title>Sul terremoto e sulla Costa Concordia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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		<description><![CDATA[La conoscenza della Scienza dello Spirito permette di leggere gli eventi umani in modo molto diverso dalla norma. Il punto di partenza, condiviso anche dalla scienza ordinaria, è che «tutto è energia» e, soprattutto, che «l’energia segue il pensiero». Grazie a questa Scienza noi sappiamo che quella che stiamo vivendo non è una crisi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-893" title="Costa Concordia" src="http://www.coscienzaetica.it/wp-content/uploads/costa-concordia-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" />La conoscenza della Scienza dello Spirito permette di leggere gli eventi umani in modo molto diverso dalla norma. Il punto di partenza, condiviso anche dalla scienza ordinaria, è che «tutto è energia» e, soprattutto, che «l’energia segue il pensiero».</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questa Scienza noi sappiamo che quella che stiamo vivendo non è una crisi come le altre, che con un po’ di aggiustamenti sarà superata e poi si andrà avanti come prima. Questa è una crisi di fine era, di fine ciclo, dopodiché bisogna ricominciare con un’altra era e un altro ciclo, completamente diversi dai precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una crisi dove l’uomo deve imparare a modificare radicalmente e profondamente il suo modo di pensare e di vivere. Per poterlo fare deve, però, fissare nella sua Coscienza alcuni punti fondamentali:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li> Gli uomini non vivono in mezzo a «cose», ma all’interno di Organismi viventi. Noi siamo degli organismi, così come la famiglia, l’azienda, una scuola, un ospedale, un gruppo, una città o una nazione.</li>
<li>Ogni organismo è formato, oltre che dal corpo fisico, anche da un corpo emotivo e mentale.</li>
<li>Gli uomini sono responsabili, con l’energia emessa dai loro pensieri ed emozioni, della salute o della malattia dell’organismo nel quale vivono.</li>
<li>Gli eventi naturali sono fenomeni energetici che riflettono la precipitazione sul piano fisico di ciò che viene immesso nei corpi superiori dell’organismo.</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;" align="center"><strong>Il Terremoto</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Se utilizziamo la Legge di Analogia e Corrispondenza e, soprattutto, l’assioma ermetico «come in alto così in basso e come in basso così in alto», possiamo comprendere tutto quello che succede partendo da noi stessi. Anche noi, infatti, viviamo spesso veri e propri «terremoti», che fanno tremare tutto il nostro corpo. Quando?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Quando siamo in situazioni di grande emotività, data dalla rabbia o dalla paura.</li>
<li>Quando, con il brivido, dobbiamo adattarci a un passaggio di temperatura.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questo ci indica, quindi, che il terremoto è collegato al <em>corpo emotivo</em> ed è un’energia di cambiamento e adattamento. Per capire il terremoto dobbiamo dunque osservare il corpo emotivo della nazione, individuare le energie emotive che vengono immesse in essa e comprendere ciò che è da modificare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo, allora, all’energia emotiva che immettiamo durante il giorno nella nostra vita attraverso i rapporti, le discussioni, la radio, la TV, il cinema ecc. Pensiamo a cosa immettono nel corpo emotivo già teso, anche durante la notte (che dovrebbe servire per calmare l’emotività) migliaia di discoteche con i loro rumori psicologicamente aggressivi, distruttivi, devastanti e violenti. Pensiamo all’aggressività politica che è stata scaricata nel corpo emotivo della nazione negli ultimi anni. Se riusciamo a farci un quadro complessivo abbiamo la chiara visione che esso è arrivato a un livello di tensione oltre il quale avviene lo «scarico» di energie.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente l’elemento che ha superato la soglia di sopportazione sono stati gli avvenimenti legati alla sommossa dei cosiddetti «forconi» e dei tir, dove, come si dice, «c’è scappato anche il morto». Una morte non è una cosa da nulla nella dinamica della Vita. Se poi essa avviene tramite una violenza, produce sempre una forte perturbazione nello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno sicuramente dirà: «Ma allora non si può più protestare davanti a delle imposizioni ingiuste?». Certo che sì, però non più nel modo emotivo come è stato fatto finora. Gli attuali strumenti di protesta (scioperi indiscriminati, manifestazioni urlanti, cortei spacca tutto, blocchi stradali ecc.) fanno parte della vecchia Era dei Pesci, emotiva e governata dal 6° Raggio dell’Ideologia e del Fanatismo, ora definitivamente superati.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi attuale è data proprio dalla difficoltà di passaggio verso un’Era governata dal 5° e dal 7° Raggio, che non hanno nulla di emotivo ma sono incaricati di portare gli uomini a gestire la propria vita in modo mentale, razionale, intelligente, disciplinato e ordinato. Per ottenere giustizia non è necessario gridare e urlare, basta trovare gli strumenti adatti allo scopo. Più si è calmi emotivamente e più si è lucidi mentalmente. Soprattutto è necessario trovare delle forme di protesta che non colpiscano in modo indiscriminato la popolazione incolpevole ma solo la controparte responsabile dell’ingiustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segno chiaro di quello che ci indica il terremoto è che lo scatenarsi di una forte ondata di emotività può turbare seriamente l’equilibrio emotivo di un organismo. Perché, quando il terremoto avviene in estate dopo piove e quando succede in inverno nevica? Per raffreddare il calore eccessivo. Chi ha occhi per vedere veda!</p>
<p style="text-align: justify;">Molti diranno: «Ma perché in Emilia e nel nord?». Perché, probabilmente, l’Emilia è stata il punto d’impatto fra l’emotività provocata dalle sommosse e dalla morte del camionista in Lombardia e la forte emotività scaturita dalla tragedia della nave Costa-Concordia all’Isola del Giglio.</p>
<h3 style="text-align: justify;" align="center"><strong>La Costa-Concordia</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Quali sono le lezioni che dobbiamo apprendere da questa tragedia? A nostro avviso sostanzialmente tre:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Se il capitano fosse stato un novellino sicuramente il disastro non sarebbe avvenuto, perché si sarebbe attenuto strettamente alle regole. Per noi la lezione è data dal fatto che quando siamo troppo sicuri di noi stessi emerge la forza dell’«io» rispetto alla Legge e la personalità tende a riprodurre il suo automatismo di «fuorilegge». La personalità, infatti, è l’unica entità in tutto l’Universo che si ribella alla Legge. Quindi la lezione è: responsabilità, senso del dovere e rispetto della Legge.</li>
<li>In tempo di crisi mondiale il periodo delle crociere è finito. Esse non sono più veicoli turistici come conoscenza di popoli e luoghi o di rilassamento e riposo, bensì spettacoli galleggianti come ricerca di emozioni e di-vertimento (da <em>di vertere</em> o separazione da se stessi).</li>
<li>Da questa vicenda è emerso che il cosiddetto «inchino» è una prassi diffusa per questi colossi galleggianti, che con le loro enormi eliche distruggono tutta la fauna e la flora delle coste. Da proibire!</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">La Legge, ha utilizzato anche il ciclo dei 100 anni per riproporci la lezione della Responsabilità e del rispetto delle Regole. Esattamente 100 anni dopo quella del <em>Titanic</em> (1912), anche questa avvenuta per la violazione del buon senso e delle regole da parte del comandante che, per battere il record della traversata dell’Atlantico, ha ignorato la segnalazione che un banco di iceberg si stava dirigendo sulla rotta del transatlantico e, quindi, non ha ridotto la velocità.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei grandi problemi dell’uomo è che non assimila nella sua Coscienza le lezioni che la vita gli dona, ma le vive emotivamente senza mai domandarsi il perché. Quante volte dovremo ancora ripetere l’esperienza prima di imparare? Il nuovo ciclo e la nuova era stanno portando agli uomini i valori della <em>Cooperazione</em> e del <em>Servizio</em> verso l’organismo nel quale si è inseriti o Bene Comune, che sostituiscono quelli dell’era precedente basati sulla competizione e sull’interesse egoistico e personale. La vita ci sta dando segni chiari, anzi chiarissimi, rispetto a questa richiesta di cambiamento. Quanto dolore e sofferenza dovremo ancora subire prima che essa si imprima bene nella nostra Coscienza?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Mese dell&#8217;Acquario</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 00:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZODIACO]]></category>

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		<description><![CDATA[L’UNDICESIMA FATICA “IL RIPULIMENTO DELLE STALLE D’AUGIA” Acquario -  21 Gennaio – 19 Febbraio IL MITO Il Maestro chiamò Ercole e gli disse: “A lungo hai inseguito la luce, che da incerta e tremolante si è fatta sempre più viva fino a diventare, per te, come un sole radioso. Ora, nell’11^ fatica, devi voltare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-527" title="11.acquario" src="/wp-content/uploads/11.acquario.jpg" alt="" width="100" height="100" /></strong><em>L’UNDICESIMA FATICA</em></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><em>“IL RIPULIMENTO DELLE STALLE D’AUGIA”</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Acquario -  21 Gennaio – 19 Febbraio</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL MITO</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro chiamò Ercole e gli disse: “A lungo hai inseguito la luce, che da incerta e tremolante si è fatta sempre più viva fino a diventare, per te, come un sole radioso. Ora, nell’11^ fatica, devi voltare le spalle a questa luce risplendente, devi cercare coloro per i quali la luce è ancora soltanto un debole lumicino instabile e devi aiutarli ad ingrandirla.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerca il reame di Augìa: questo regno deve essere ripulito da un male molto antico.”</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole partì, e quando giunse nei pressi del regno di Augìa fu assalito da un insopportabile fetore che quasi lo annientò.</p>
<p style="text-align: justify;">Venne a sapere che da 30 anni queste stalle non venivano ripulite dagli escrementi del bestiame che vi dimorava. I pascoli erano talmente ricoperti di letame puzzolente che nessun cereale vi poteva crescere. Come conseguenza una micidiale pestilenza incombeva sul paese mietendo molte vite umane.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole andò al palazzo in cerca del Re Augìa, il quale però era già stato informato che Ercole voleva ripulire le stalle del suo reame.</p>
<p style="text-align: justify;">Incredulo e pieno di sospetti, il re così apostrofò Ercole: “io non credo in chi dice di voler fare dei lavori senza una ricompensa. Sicuramente tu  nascondi qualche trucco per togliermi il trono. Tuttavia, per non essere giudicato un re pazzo, ti propongo un patto. Se tu riuscirai “in un solo giorno” a ripulire tutte le mie stalle, ti darò un decimo delle mie mandrie. Ma se fallirai la prova, la tua vita sarà nelle mie mani.”</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole si congedò dal re, girovagò fra le stalle e fu colpito dalle file di carri pieni di cadaveri vittime della pestilenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sapeva che fare, e allora si fermò a meditare.</p>
<p style="text-align: justify;">Improvvisamente “notò” i due fiumi, l’Alfeo e il Peneo, che da secoli scorrevano nella zona. L’intuito gli suggerì di deviare il corso dei due fiumi e di far riversare le loro acque nelle stalle di Augìa.</p>
<p style="text-align: justify;">Si mise al lavoro con grande volontà, e dopo molti sforzi i due fiumi impetuosi, convogliati nelle stalle, le ripulirono in un solo giorno di tutta la sporcizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Soddisfatto Ercole ritornò dal re, il quale però gli gridò infuriato: “Sei un imbroglione, certamente avrai usato un trucco. Non solo non ti darò un decimo dei miei armenti, ma se non sparirai immediatamente dal mio regno, ti taglierò la testa.”</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole allora tornò dall’istruttore, il quale gli disse: “Sei diventato un Servitore del Mondo. Hai dato la tua luce affinché la luce dei tuoi fratelli potesse risplendere. Il gioiello dell’11^ fatica sarà tuo per sempre.”</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL SEGNO – INSEGNAMENTI</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il segno dell’Acquario è raffigurato da un uomo che porta sulla testa un vaso capovolto. Dal vaso capovolto fluiscono due rivoli d’acqua (i 2 fiumi di Ercole)  i quali raffigurano i 2 fiumi della VITA  e DELL’AMORE.  Queste due parole: VITA e AMORE sono le due parole chiave che incarnano la tecnica dell’era dell’Acquario.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motto esoterico dell’Acquario è: “Io sono acqua di vita versata agli assetati.”</p>
<p style="text-align: justify;">La qualità dell’Acquario è la VOLONTA’ DI SERVIRE: prima il sé inferiore, poi il Sé superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ il servizio mondiale attraverso la trasmutazione della coscienza da “individuale” a “coscienza di gruppo.”</p>
<p style="text-align: justify;">Riflettiamo su ciò che fa Ercole.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto usa il “BUON SENSO”, caratteristica di ogni vero iniziato. Considera il problema e si mette a studiarlo poi “MEDITA” per contattare l’intuito.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tenta neppure di mettersi a ripulire come altri prima di lui hanno fatto, fallendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa “abbatte le barriere”: abbatte il muro che circonda le stalle, pratica due aperture in senso opposto e vi incanala le acqua dei due fiumi, i quali ripuliscono tutto in un attimo senza più alcun sforzo da parte di Ercole.</p>
<p style="text-align: justify;">Qual è l’insegnamento per noi?</p>
<p style="text-align: justify;">Quando avremo fatto tutto il possibile per abbattere le barriere della separatività con gli altri esseri eliminando la critica, le rigidità, il sospetto e il giudizio, lasceremo entrare nella nostra vita i due fiumi dell’acqua di vita e dell’amore. Cominceremo ad esprimere nei nostri rapporti la “vita” e “l’amore” non più come personalità ma con la saggezza dell’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo costruire una COSCIENZA INCLUSIVA. Noi non siamo ancora capaci di avere una coscienza inclusiva e tantomeno mondiale perché siamo ancora creature emotive e incostanti, non ancora illuminate, che stanno imparando a lottare contro la separatività attraverso conquiste e fallimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Impareremo incominciando ad entrare in modo comprensivo nella coscienza dei membri della nostra famiglia e di chi ci sta immediatamente intorno. Cercheremo di  impegnarci a far emergere il meglio da tutti gli esseri che incontriamo con la consapevolezza che se non emerge il meglio è in noi e non in loro che dobbiamo cercare l’errore. Cercheremo di aiutare i nostri fratelli ma senza influenzarli, rispettando la loro libertà e i loro tempi, comprendendo che la chiave dei nostri rapporti è dentro di noi e se non siamo capiti forse è perché non siamo abbastanza chiari.</p>
<p style="text-align: justify;">Impareremo a diventare inclusivi su larga scala partendo innanzitutto dai nostri pensieri e identificandoci gradualmente con tutti i gruppi, tutte le nazioni, tutte le religioni, fino ad arrivare alla coscienza del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Acquario ci insegna che ogni pioniere che si sforza di esprimere ideali nuovi deve accettare il “NON-RICONOSCIMENTO”. Poiché è necessario aprire la via affinché in futuro odio e separatività scompaiano definitivamente dal pianeta, anche noi dobbiamo imparare a portare i valori dell’Acquario nella nostra esperienza quotidiana SENZA ASPETTARCI NESSUNA RICOMPENSA, anzi, consapevoli che possiamo essere rifiutati e derisi o scacciati, come è successo a Ercole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “SERVIZIO ALTRUISTICO” dell’Acquario non è più qualcosa che facciamo perché è utile o raccomandato ma è il  servizio che scaturisce da una coscienza non  più accentrata in noi stessi ma nell’universale. E’ un servizio  compiuto senza alcun sforzo, nell’assoluta naturalezza. E’ farsi carico dei problemi dei nostri fratelli perché abbiamo compreso che “gli altri sono noi stessi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’era dell’Acquario il servizio non è più  individuale ma è servizio di GRUPPO, responsabilità di GRUPPO.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ la capacità del GRUPPO di autogestirsi senza dipendere da “qualcuno che dirige” come succedeva nell’era dei Pesci, con tutto il bisogno di riconoscimento e di ambizioni che ciò comportava.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ “UNIONE” automatica che deriva dall’interazione intuitiva e spirituale tra le menti e le anime.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ “AUTOSACRIFICIO”  con lo scopo santificare prima il proprio “Sé” e infine il “Sé” del Gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ capacità di “MATERIALIZZARE”  sul piano fisico e nella vita concreta di ogni giorno  gli ideali di giustizia, di rettitudine e di amore altruistico che troppo spesso, nell’era dei Pesci, nascevano e morivano sul piano delle idee senza tradursi  in esperienza di vita.</p>
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		<title>Il Mese del Capricorno</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA DECIMA FATICA “L’UCCISIONE DI CERBERO, IL GUARDIANO DELL’ADE” Capricorno -  23 Dicembre – 20 Gennaio IL MITO Il Maestro disse ad Ercole: “Ora che hai superato molte prove e hai acquisito saggezza e forza, vuoi   tu usare queste qualità per liberare chi è in agonia da lunghissimo tempo fra grandi e incessanti sofferenze?” Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><img class="alignleft size-full wp-image-526" title="10.capricorno" src="/wp-content/uploads/10.capricorno.jpg" alt="" width="100" height="100" /></strong><em>LA DECIMA FATICA</em></h3>
<h3><em>“L’UCCISIONE DI CERBERO, IL GUARDIANO DELL’ADE”</em></h3>
<p><strong>Capricorno -  23 Dicembre – 20 Gennaio</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL MITO</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro disse ad Ercole: “Ora che hai superato molte prove e hai acquisito saggezza e forza, vuoi   tu usare queste qualità per liberare chi è in agonia da lunghissimo tempo fra grandi e incessanti sofferenze?”</p>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro toccò la fronte di Ercole e subito al suo occhio interno apparve una visione:  un uomo giaceva agonizzante su una roccia con mani e piedi incatenati da pesanti anelli di ferro. Un feroce avvoltoio gli beccava continuamente il fegato che gocciolava  sangue.  L’uomo sollevava le mani incatenate gridando e invocando aiuto ma nessuno udiva le sue grida che si perdevano nel vento.</p>
<p style="text-align: justify;">La visione svanì e il Maestro spiegò ad Ercole:  “l’uomo incatenato che hai visto è Prometeo. Da lunghe ere sta soffrendo tutto ciò che tu hai visto, ma non può morire perché è immortale.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli ha rubato il fuoco dal cielo ed è stato punito. Dimora nel regno di Ade, un luogo chiamato inferno. Scendi nelle sue profondità, cerca  Prometeo e liberalo dalle sue sofferenze.”</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole passò la decima Porta e fermo e deciso cominciò a discendere, sempre più in basso nei mondi della forma.</p>
<p style="text-align: justify;">L’oscurità si faceva sempre più soffocante, ma Atena, la  dea della saggezza, lo rassicurava.</p>
<p style="text-align: justify;">Con fatica Ercole raggiunse il fiume Stige dove Caronte lo traghettò sull’altra riva in un mondo  formicolante di ombre. Dopo aver superato la Medusa, un mostro dai capelli  formati da sibilanti serpenti,  arrivò alla corte di Ade, il re degli inferi, al quale disse che era venuto per liberare Prometeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ade gli rispose che il sentiero era custodito dal mostro Cerbero, un cane con tre grandi teste su ognuna delle quali erano aggrovigliati dei serpenti, e che solo se avesse vinto questo mostro con le sue nude mani, avrebbe potuto liberare Prometeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole non si scoraggiò e andò avanti. Il terribile Cerbero gli si avventò contro, ma Ercole lo afferrò per la gola centrale e lo tenne  stretto, nonostante si dibattesse furiosamente, fin che si afflosciò privo di forze.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora proseguì il cammino, liberò Prometeo spezzando le sue catene e ritornò nel mondo dei viventi. Qui lo attendeva il Maestro che lo accolse e gli disse:  “Ora la luce risplende nel mondo delle tenebre. Puoi riposarti perchè il lavoro è compiuto.”</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL SEGNO – INSEGNAMENTI</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il segno del Capricorno è rappresentato dal capro, il materialista, che cerca nutrimento in luoghi aridi, ai piedi  della montagna. Poi il capro espiatorio inizia a salire e lungo il cammino  trova i fiori dei suoi desideri realizzati, ciascuno con la propria  spina di sazietà e di disillusione. Infine, sulla cima della montagna, il sacro capro ha la visione della luce suprema e diventa l’iniziato.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre volte il segno è rappresentato dall’unicorno, che simboleggia la coscienza iniziatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motto esoterico del Capricorno è:  “Mi perdo nella luce suprema, e a quella luce volgo le spalle.”</p>
<p style="text-align: justify;">Qual’è l’insegnamento del segno, e che cosa significa essere iniziati?</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto che tutte le precedenti fatiche di Ercole riguardavano la sua propria liberazione. Ora egli è entrato nel primo dei tre segni  dello Zodiaco che non hanno più relazione con i  conseguimenti personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole ha imparato tutte le precedenti lezioni, ha scalato la montagna, ha visto la luce, la luce l’ha trasfigurato ed ora,  libero dalle attrazioni della forma,  può scegliere  di diventare un servitore dell’umanità e un discepolo mondiale. Può compiere fatiche che non hanno più alcuna relazione con se stesso perché ora la sua coscienza è focalizzata nell’anima, nell’universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole ha offerto il suo cuore e la sua vita all’anima,  quindi  è  diventato un autoiniziato.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua coscienza non è più al servizio del corpo fisico, dei desideri o della mente, ma è al servizio dell’umanità: è diventato impersonale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma che cos’è  questa impersonalità?</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto lo studio delle 12 fatiche ci insegna che l’impersonalità si costruisce su un fondamentale conseguimento della personalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di essere impersonali dobbiamo aver costruito una forte e solida personalità, dobbiamo averla completamente sviluppata e infine integrata. Solo così ci diventerà possibile il prossimo passo  verso l’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impersonalità non è un richiudersi verso se stessi erigendo delle barriere, ma è un amore senza condizioni esteso a tutto e a tutti. Più precisamente è un’espansione dell’amore personale che  sentiamo inizialmente per un individuo, o per la nostra famiglia, o per un gruppo di amici, che a poco a poco si riorienta e si trasforma in una stessa attitudine verso l’intera umanità, con chiara visione, consapevoli che le persone possono deluderci con le loro colpe o i loro limiti e che non per questo noi cessiamo di amarle.</p>
<p style="text-align: justify;">L’universale si impara attraverso l’esperienza individuale, solo questa è la realizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è possibile imparare dal “sentito dire”. Noi impariamo soltanto se diventiamo capaci di concretizzare la nostra conoscenza nella nostra esperienza quotidiana e se impariamo a registrare consapevolmente  ogni pensiero e ogni gesto della nostra giornata per vigilare sulla loro qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso noi siamo superficiali e abitudinari, ripetiamo gli stessi gesti e gli stessi comportamenti come degli automi senza essere consapevoli delle energie che muoviamo. In questo modo la vita ci fugge letteralmente via e non lascia alcuna traccia nella nostra coscienza. E’ come se passassimo attraverso la vita ma senza viverla.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerbero, il cane a tre teste, è il guardiano dell’Ade, il regno delle tenebre. Le tre teste simboleggiano la sensazione, il desiderio e le buone intenzioni non realizzate. Sono queste forze che tengono l’umanità, il Prometeo agonizzante, incatenata all’egoismo, al caos e all’ignoranza che devastano la terra.</p>
<p style="text-align: justify;">La testa centrale fu afferrata per prima da Ercole perché rappresenta il “desiderio” che è la forza  più potente che dobbiamo imparare a dominare. E’ il desiderio che sottostà a tutte le sensazioni ed è la sua realizzazione che spinge gli individui verso l’odio, la separatività, la crudeltà e le guerre.</p>
<p style="text-align: justify;">I serpenti rappresentano tutte le illusioni che impediscono il progresso della vita spirituale e che  nascono quando ci identifichiamo con la forma materiale e con la  nostra natura psichica inferiore, illusioni che poi danno origine all’autocommiserazione, alle paure irrazionali, alla paura degli insuccessi, alla competizione esasperata e spesso anche allo scoraggiamento e all’inerzia di tanti aspiranti spirituali.</p>
<p style="text-align: justify;">In Capricorno impariamo che il destino dell’umanità non è una cosa a sé stante ma dipende dalla responsabilità di ciascuno di noi, dalla  nostra capacità di vivere come anima, dalla nostra volontà di  SERVIZIO al bene comune, dalla nostra capacità  di “AMARE” e sopratutto dalla qualità del nostro AMORE.</p>
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		<title>SOLSTIZIO D’INVERNO 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 10:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[DISCORSI FESTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci troviamo in un momento molto particolare della storia dell’umanità. Un momento che si presenta di rado nel corso dell’evoluzione individuale e collettiva. Siamo, cioè, in una fase di passaggio fra due grandi Cicli o Ere, sia di 2.160 anni che di 25.920 anni. Questa fase è chiamata il «Deserto» o la «Terra di Nessuno» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-542" title="04.inverno" src="/wp-content/uploads/04.inverno-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" />Ci troviamo in un momento molto particolare della storia dell’umanità. Un momento che si presenta di rado nel corso dell’evoluzione individuale e collettiva. Siamo, cioè, in una fase di passaggio fra due grandi Cicli o Ere, sia di 2.160 anni che di 25.920 anni. Questa fase è chiamata il «Deserto» o la «Terra di Nessuno» non solo perché ogni valore etico è sparito dalla nostra vita, ma anche perché è necessario lasciare andare tutto ciò che non è essenziale al prosieguo della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi stiamo vivendo non solo una crisi economica, ma la crisi strutturale dell’intero sistema di vita che ci ha governati finora. Un sistema basato sullo sviluppo dell’«io», dell’individualismo egoista ed egocentrico; un sistema basato sul 6° Raggio, con il suo Desiderio di Possesso e di Piacere, che ha stravolto completamente la Legge Naturale e il rispetto del Piano Evolutivo. Stiamo vivendo la fine di una cultura materialista alla quale manca completamente la visione della Legge e siamo arrivati alla fine di un Consumismo che ha come nota particolare la soddisfazione di ogni più piccolo desiderio materiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa fase di passaggio è governata dalla Bilancia, che regge tre pilastri fondamentali della vita umana: la Legge, il Sesso e il Denaro, verso i quali richiede precise scelte equilibrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel passato ciclo molti uomini, a causa di Chiese e Religioni assolutiste e tiranniche, si sono ribellati non solo ad esse ma anche alla stessa Divinità, alle sue Leggi e al suo Piano Evolutivo. Alla nota messa dal Cristo, all’inizio dell’Era dei Pesci, «Sia fatta la Tua Volontà», hanno risposto con il «Sia fatta la mia volontà… perché io sono libero di fare ciò che voglio». Hanno dato vita a rapporti individuali, familiari, di gruppo e sociali basati sul Piacere e sul Desiderio emotivo e adolescenziale, contrapponendosi alla Legge che chiede all’uomo di <em>creare</em> e non di divertirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una coppia, una famiglia, un gruppo, una cultura, una morale non sono il risultato di rapporti che hanno come fine il piacere emotivo o lo stare bene insieme, ma lo sviluppo della Coscienza. Sono, cioè, strumenti che la Legge ha dato all’uomo per creare, per fare figli fisici e di Luce, affinché il Piano del nostro grande organismo planetario possa compiersi e la Legge di Evoluzione sia rispettata.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli antichi dicevano: «<em>Contra facta ne quide Deus</em>», nemmeno Dio può modificare i comportamenti umani, oppure: «<em>Veritas filia temporis</em>», la verità è figlia del tempo, per significare che gli uomini hanno voluto farsi una loro morale separata dall’Etica. Una morale che soddisfacesse i loro desideri e li liberasse dai loro Doveri e dalle loro responsabilità verso l’Organismo nel quale sono stati inseriti.</p>
<p style="text-align: justify;">La cultura materialista della nostra società ha perso completamente il Senso Esoterico e il rapporto con la Divinità. Lo dimostra il fatto che nell’ambiente in cui siamo inseriti abbiamo paura di parlare della Scienza dello Spirito e delle Leggi Universali, come se fossero una cosa bizzarra ed estrosa… anormale! In realtà è questa cultura materialista che è <span style="text-decoration: underline;">anormale</span>, rispetto al Piano e alla Legge di Evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle fasi di passaggio il Piano riporta la Legge al governo dell’evoluzione e, attraverso crisi e catastrofi, aiuta gli uomini a fare si che la Verità ritorni ad essere figlia della Legge Naturale e sia riproposta tramite i valori dell’Etica, in modo che la Morale e l’Etica ritornino ad essere unite nel loro aiuto verso lo sviluppo della Coscienza umana.</p>
<p style="text-align: justify;">La Scienza dello Spirito insegna che gli opposti non sono la Pace e la Guerra, ma la Pace e il Cambiamento, sono fra la Pace che vuole mantenere lo <em>status quo</em> e il Cambiamento necessario affinché il Piano Evolutivo possa procedere. La Pace è stato l’ideale dell’epoca atlantidea, mentre quello attuale è la manifestazione del Piano, che avviene tramite cambiamenti continui di civiltà culture e valori. È quando l’uomo resiste e rifiuta il cambiamento che la Legge lo aiuta mediante crisi appropriate, che hanno lo scopo di riportare l’evoluzione umana a seguire le Leggi Universali.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche alla nostra Associazione è richiesto un cambiamento. L’Associazione internazionale Pax Cultura è nata durante l’ultima guerra, con l’intento di promuovere una cultura della pace e della salvaguardia delle opere d’arte, pertanto è una forma-pensiero che appartiene al passato e fa parte di un ciclo che sta per concludersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo anno, il fatidico 2012, terminerà questo vecchio ciclo dei Pesci di 25.920 anni, iniziato ancora in epoca atlantidea, poi si ricomincerà a risalire e a mettere le basi per l’inizio del nuovo ciclo di 2.160 e 25.920 anni dell’Acquario, che sarà basato su valori completamente nuovi e diversi dal precedente, come quelli legati al Gruppo-Organismo, al Servizio e allo sviluppo della Coscienza Etica.</p>
<p style="text-align: justify;">È per tutti questi motivi che noi non ci sentiamo più in assonanza con la forma-pensiero associata al nome «Pax Cultura», con la quale, comunque, abbiamo fatto una esperienza veramente bella e arricchente per 12 anni. Abbiamo, quindi, deciso di scegliere uno strumento più assonante e consono al tipo di lavoro che svolgiamo e che è richiesto dalla necessità del momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per decisione unanime stasera anche noi pianteremo il seme per la nascita di una nuova Associazione, che si chiamerà <strong><em>COSCIENZA ETICA</em></strong> e che avrà come compito il concretizzare e il manifestare i valori che possono aiutare gli uomini a creare un’unione fra Morale ed Etica affinché possano essere vissute concretamente nella loro vita quotidiana.</p>
<h2 style="text-align: center;">Che la Coscienza Cristica di Amore ci assista tutti quanti!</h2>
<p>Francesco Varetto</p>
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		<title>Giornale n 23</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 16:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL GIORNALE]]></category>

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		<description><![CDATA[PERIODICO DELL’ ASSOCIAZIONE «PAX CULTURA Etica nella vita» N. 23 Solstizio d&#8217;Inverno 2011 Quando un Gruppo di persone decide di riunirsi con l’intento di diffondere la conoscenza delle Leggi Universali e della Scienza dello Spirito, inevitabilmente deve affrontare l’importante passaggio della “costruzione del Cuore”. Che cos’è il Cuore cui accenniamo? E’ il centro magnetico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center; float:left; margin-right:20px;">
<p><a href="http://www.coscienzaetica.it/downloads/17" title="Clicca per scaricare il Giornale n 23 è stato scaricato 129 volte"><img src="http://www.coscienzaetica.it/wp-content/uploads/PAXn231.jpg" alt="Clicca per scaricare il Giornale n 23" /></a></div>
<h3>PERIODICO DELL’ ASSOCIAZIONE<br />
«PAX CULTURA Etica nella vita»</h3>
<h3>N. 23 Solstizio d&#8217;Inverno 2011</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando un Gruppo di persone decide di riunirsi con l’intento di diffondere la conoscenza delle Leggi Universali e della Scienza dello Spirito, inevitabilmente deve affrontare l’importante passaggio della “costruzione del Cuore”.<br />
Che cos’è il Cuore cui accenniamo? E’ il centro magnetico di attrazione attorno al quale si polarizza la qualità dei rapporti interpersonali dei membri che lo compongono.<br />
Ovviamente è la qualità dei rapporti che determina l’integrità del Cuore e conseguentemente del Gruppo. Il Gruppo diviene un Organismo, come tale la sua “salute” è strettamente connessa a quella degli organi che lo compongono.</p>
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		<title>Il Mese del Sagittario</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZODIACO]]></category>

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		<description><![CDATA[LA NONA FATICA “L’UCCISIONE DEGLI UCCELLI DI STINFALO” Sagittario  -  23 Novembre – 22 Dicembre IL MITO Il Maestro chiamò Ercole e gli disse: “Oltrepassa la nona Porta, cerca la palude di Stinfalo dove hanno preso dimora dei terribili uccelli che stanno devastando ogni cosa e scacciali lontano, liberando quei luoghi. Ti posso solo dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-525" title="09.sagittario" src="/wp-content/uploads/09.sagittario.jpg" alt="" width="100" height="100" /></strong><em>LA NONA FATICA</em></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><em>“L’UCCISIONE DEGLI UCCELLI DI STINFALO”</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sagittario  -  23 Novembre – 22 Dicembre</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL MITO</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro chiamò Ercole e gli disse: “Oltrepassa la nona Porta, cerca la palude di Stinfalo dove hanno preso dimora dei terribili uccelli che stanno devastando ogni cosa e scacciali lontano, liberando quei luoghi. Ti posso solo dare questo suggerimento:   -La fiamma che brilla al disopra della mente rivela la sicura direzione-  Ora vai e svolgi questo compito”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole partì ubbidiente come il solito e cominciò a cercare la palude. Quando giunse nelle sue vicinanze fu assalito da un fortissimo fetore e da un gracchiare di uccelli dissonante e minaccioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uccelli erano veramente orribili a vedersi: avevano il becco di ferro affilato come una spada e penne come aste d’acciaio che quando cadevano spaccavano la testa dei viandanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre uccelli si scagliarono subito contro Ercole, che li scacciò con la sua potente clava, ma gli altri erano così numerosi da riuscire ad oscurare il sole. Ercole si rese subito conto che senza un piano preciso non avrebbe mai potuto liberare la palude dalla loro invasione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre cercava di escogitare vari sistemi di lotta, si ricordò del consiglio del Maestro: “La fiamma che brilla al disopra della mente rivela la sicura direzione”. Allora si concentrò in meditazione, riflettè a lungo ed ebbe una geniale intuizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ricordò di avere con sé due grossi piatti di ottone che gli erano stati donati da Atena: li prese e cominciò a batterli insieme producendo un suono così stridente e intollerante da spaventare perfino i morti. Ercole stesso non vi poteva resistere e doveva tamponarsi le orecchie.</p>
<p style="text-align: justify;">Al crepuscolo, quando la palude tornò a riempirsi di uccelli, Ercole cominciò a battere violentemente i suoi piatti di ottone. Il fracasso che producevano era di una dissonanza talmente lacerante da sconvolgere e disorientare gli uccelli predatori. Questi mostri, dopo i primi attimi di smarrimento, si levarono in volo con rauche grida di spavento e fuggirono via per non ritornare mai più.</p>
<p style="text-align: justify;">Un profondo silenzio cadde all’improvviso su tutta la palude, finalmente libera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole tornò dal Maestro che lo approvò dicendo: “Hai liberato la palude dagli uccelli assassini. La fatica è compiuta”.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL SEGNO  &#8211; INSEGNAMENTI</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il segno del Sagittario è rappresentato dall’arciere sul cavallo bianco che talvolta è raffigurato come un centauro con arco e frecce. Il simbolo del centauro, metà uomo e metà animale, racchiude in sé l’intera storia dell’uomo: il cammino per riunire e fondere in un’unica realtà l’anima e la personalità. Il cavallo bianco simboleggia la divinità e la freccia direzionata simboleggia la direzione del percorso per arrivare all’anima e infine alla divinità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motto esoterico del segno è:   “Vedo la meta.  La raggiungo e ne scorgo un’altra.”</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sagittario è il segno del silenzio.  Ci insegna che non possiamo entrare nel sentiero spirituale se prima non abbiamo imparato a controllare le nostre parole attraverso il controllo del nostro pensiero. Il giusto uso del pensiero e il controllo della parola ci permettono di diventare innocui sul piano fisico e di non creare Karma per noi stessi o verso altri esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sagittario è anche il segno della verità e dello spirito di giustizia. Se usiamo le frecce del pensiero in modo corretto, comprendiamo che la verità che noi siamo riusciti a intravedere non è qualcosa di assoluto da imporre agli altri come spesso siamo tentati di fare, ma  è semplicemente la nostra piccola verità, un piccolo frammento di un mosaico molto più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Se usiamo il pensiero in modo corretto, siamo anche in grado di discriminare tra il giusto e il meno giusto e abbiamo l’umiltà di comprendere che ciò che è giusto per noi può essere sbagliato per un nostro fratello, e viceversa. Non dobbiamo mai imporre ciò che noi crediamo giusto  ma dobbiamo coltivare la fiducia e credere che ognuno agisce secondo il proprio meglio. Solo così potrà emergere tra gli uomini il controllo del pensiero e lo spirito di innocuità. Dobbiamo comprendere che la giustizia non potrà mai stabilirsi con la lotta ma solamente con l’uso del retto pensiero che proviene dal contatto con l’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sagittario è anche il segno del potere. Dobbiamo ricordarci che più avanziamo sul sentiero spirituale più diventiamo potenti. Anche il nostro pensiero e le nostre parole diventano più potenti e  quindi, se pensiamo in modo errato, il male che ne deriva è molto più grande. Più diventiamo potenti più aumenta la nostra responsabilità e l’urgenza di diventare innocui.</p>
<p style="text-align: justify;">La fatica del Sagittario ci richiama che il nemico da affrontare è sempre in una palude. Le paludi rappresentano la mente concreta e le emozioni. Dobbiamo sempre aver presente che la mente separativa e la natura emozionale con i pericoli delle loro tentazioni sono sempre in agguato sul sentiero spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre uccelli che per primi assalgono Ercole simboleggiano il pettegolezzo e la critica, l’autocompassione che ci spinge a parlare di noi in modo egoistico e il gettare le perle ai porci.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pettegolezzo è stato definito “assassinio spirituale”. Molte vite sono state distrutte dal pettegolezzo. Noi però conosciamo la legge di restituzione, sappiamo che tutto ciò che emettiamo ritorna a noi, che la causa di tutto ciò che ci capita siamo noi stessi e che solo colui che è innocuo nel pensiero non ha nemici. Sappiamo che se emettiamo amore e giustizia ci torneranno amore e giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">La tentazione dell’autocompassione e di sentirci al centro dell’attenzione mettendo i nostri problemi personali in primo piano è un grande freno per il nostro cammino spirituale. Dobbiamo imparare ad avere una visione più grande ed inclusiva, a  spostare il fuoco della nostra coscienza verso i problemi dell’umanità e verso l’urgenza del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo imparare a comprendere che cosa significa “gettare le perle ai porci”. Spesso siamo imprudenti, non sappiamo discriminare e cediamo alla tentazione di parlare di cose occulte con persone non ancora pronte, causando gravi danni e ritardando anche di parecchio la loro evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo insegnamento. Gli uccelli della palude di Stinfalo simboleggiano tutte le forme pensiero costruite dall’umanità, che infine diventano una nube in grado di oscurarci la visione della meta spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi costruiamo forme pensiero anche quando pensiamo alle nostre aspirazioni spirituali, perché è l’atto del “pensare” che costruisce. Alla fine queste forme pensiero diventano una grande nuvola che ci nasconde la direzione della nostra ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo quindi SMETTERE DI PENSARE CONTINUAMENTE A CIO’ CHE DOBBIAMO FARE E IMPARARE  PIU’ SEMPLICEMENTE A  “ESSERE”.</p>
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		<title>Il Mese dello Scorpione</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 11:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZODIACO]]></category>

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		<description><![CDATA[L’OTTAVA FATICA “LA DISTRUZIONE DELL’IDRA DI LERNA” Scorpione  -  23 Ottobre – 22 Novembre IL MITO Il Maestro chiamò Ercole e gli disse: “Dovrai oltrepassare l’ottava Porta, ma prima dovrai liberare la palude di Lerna da una  mostruosa Idra a 9 teste che da molto tempo sta seminando intorno a sé desolazione, fetore e morte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-524" title="08.scorpio" src="/wp-content/uploads/08.scorpio.jpg" alt="" width="100" height="100" /><em>L’OTTAVA FATICA</em></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><em>“LA DISTRUZIONE DELL’IDRA DI LERNA”</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scorpione  -  23 Ottobre – 22 Novembre</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL MITO</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro chiamò Ercole e gli disse:</p>
<p style="text-align: justify;">“Dovrai oltrepassare l’ottava Porta, ma prima dovrai liberare la palude di Lerna da una  mostruosa Idra a 9 teste che da molto tempo sta seminando intorno a sé desolazione, fetore e morte.<br />
Sappi che nell’antica Argo, a seguito di una grande siccità, la ninfa  Amimone, con l’aiuto di Nettuno, fece sgorgare dalla roccia tre ruscelli limpidissimi, ma subito arrivò in quei luoghi  una mostruosa Idra che  stabilì la sua dimora nella  malsana palude di Lerna creando il panico in tutta la campagna circostante.<br />
La ripugnante Idra ha 9 teste, di cui una è immortale.<br />
Preparati a combattere il mostro, ma tieni presente che i mezzi comuni non ti serviranno. Appena distruggerai una delle 9  teste, subito al suo posto ne appariranno altre due.<br />
Un solo consiglio posso darti: -NOI CI ELEVIAMO INGINOCCHIANDOCI, CONQUISTIAMO ARRENDENDOCI, GUADAGNAMO DONANDO-<br />
Ora va e combatti l’Idra. “</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole partì fiducioso ma quando fu nei pressi della palude di Lerna fu assalito da un fetore così orrendo da esserne quasi sopraffatto. Le sabbie mobili rischiavano di inghiottirlo ad ogni passo.<br />
Finalmente scovò la tana dell’Idra, un antro completamente buio, ma la bestia non si lasciava  vedere. Ercole allora immerse alcune frecce nella pece bollente e cominciò a scagliarle nell’apertura della caverna.<br />
L’Idra inferocita si slanciò contro Ercole il quale, con un colpo potente, le staccò di netto una delle teste.  La testa rotolò nel pantano ma al suo posto ne apparvero immediatamente altre due. Ercole  allora attaccò il mostro con rinnovato vigore, ma ad ogni suo assalto esso diveniva sempre più forte.<br />
Mentre stava per scoraggiarsi, si ricordò all’improvviso del consiglio del Maestro: “NOI CI ELEVIAMO INGINOCCHIANDOCI, CONQUISTIAMO ARRENDENDOCI, GUADAGNAMO DONANDO”.<br />
Subito Ercole gettò lontano la clava, si inginocchiò, afferrò l’Idra con le mani nude e la sollevò in alto. L’Idra, sospesa nell’aria, cominciò a perdere forza e man mano che l’aria e la luce la purificavano, perdeva potere e si afflosciava, fin che smise del tutto di dimenarsi e cadde avvizzita. Ercole allora si accorse della testa immortale, la staccò e la seppellì sotto una roccia. Poi tornò dal Maestro, il quale gli disse: “la vittoria è completa. La luce dell’ottava Porta si è fusa con la tua”.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL SEGNO – INSEGNAMENTI</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Lo Scorpione è il segno del conflitto e della prova, il punto di svolta sia nell’individuo sia nell’umanità che prelude alla morte della personalità per il trionfo dell’anima.<br />
Il suo motto esoterico è: “Sono il guerriero e dalla battaglia emergo trionfante”. Il suo reggitore sia esoterico che essoterico è Marte, il pianeta della lotta.<br />
Che cosa ci insegna il mito?<br />
Ercole deve cercare l’Idra dalle 9 teste in un pantano putrido e fetido.  Per combatterla e vincerla deve innanzitutto trovarla e snidarla, e la trova in  una caverna melmosa e completamente buia.<br />
Questo avvenimento è la rappresentazione della nostra mente concreta e non illuminata  che ha stabilito la sua dimora nelle profondità sotterranee ed oscure del subcosciente. Non è facile scoprirne l’esistenza e passa molto tempo prima che ci accorgiamo che stiamo nutrendo una così feroce e pericolosa creatura.<br />
L’Idra rappresenta la potenza dei desideri della nostra natura più bassa e tutti i nostri impulsi egoistici: ogni qualvolta riusciamo ad estirpare uno di  questi desideri o di questi impulsi, altri ne prendono subito il posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole fa essenzialmente tre cose: usa il DISCERNIMENTO e la DISCRIMINAZIONE necessari per riconoscere l’esistenza dell’Idra, cioè  dei nostri istinti più bassi; usa la PAZIENZA per  cercare e scoprire la sua tana; usa L’UMILTA’ per portare in superficie i frammenti melmosi del subcosciente e per esporli alla luce della saggezza.<br />
Fin che Ercole combatte l’Idra nelle sabbie mobili e nel fango, cioè nel suo stesso regno, è incapace di vincerla ed è lei ad avere il sopravvento.<br />
Cosa significa questo?<br />
Significa che per avere risposta a molti nostri problemi e conflitti e per poter riconoscere, vincere e superare gli istinti della nostra natura più bassa, dobbiamo innanzitutto cambiare la nostra focalizzazione e la nostra prospettiva. Il riconoscimento e il superamento degli stessi non potrà avvenire nel fango dell’inconscio e della mente concreta dove sono annidati, ma in una dimensione superiore, nel punto più alto del nostro pensiero intuitivo, nella luce della saggezza e quindi dell’anima.<br />
Una delle teste dell’Idra è immortale: questo ci dice che ogni difficoltà, ogni negatività, ogni basso desiderio, per quanto ci possano apparire gravi, contengono un gioiello di grande valore che vale la pena scoprire.<br />
La testa immortale viene sepolta sotto una roccia. Possiamo ricavarne il concetto che l’energia che ha creato il problema continua a rimanere viva, ma deve essere purificata e riorientata sotto la roccia della VOLONTA’. In questo modo l’energia che prima ci imprigionava  diventerà una fonte generatrice di potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Le 9 teste dell’Idra rappresentano i  principali problemi che ci assillano quando ci impegnamo a raggiungere l’autodominio e a diventare “ anima”.<br />
Le prime tre teste simboleggiano i desideri associati al sesso, al benessere e al denaro.<br />
Le tre teste centrali  simboleggiano la paura, l’odio e il desiderio di potere. Le ultime tre simboleggiano l’orgoglio, la separatività e la crudeltà.<br />
A tutt’oggi l’uomo non ha ancora trovato una soluzione equilibrata a queste passioni.<br />
Il sesso viene  spesso o inibito o esercitato incondizionatamente anziché essere visto come un’energia da trasmutare in sforzo creativo per trovare nuovi equilibri di vita e nuove potenzialità di espressione.<br />
Anche la tentazione del benessere, del facile denaro e del potere, insieme a odio, paura, crudeltà, orgoglio, sono distorsioni che Ercole ci insegna a trasmutare mediante un processo di purificazione elevando il nostro pensiero fino  alla luce dell’anima per attuarne i propositi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo perdere di vista la personalità e cominciare a funzionare come ANIME. Non potremo superare la prova dello Scorpione fin che non avremo purificato e coordinato i tre ruscelli, cioè la natura fisica, la natura emotiva e la mente,  facendole funzionare come un’UNITÀ AL SERVIZIO DELL’ANIMA.<br />
In Scorpione dobbiamo dimostrare, non a qualcun altro ma a noi stessi, di aver superato la grande illusione della materia e della forma. La materia e la forma non potranno più aver presa su di noi perché abbiamo compreso che sono semplicemente un canale per la manifestazione divina.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Scorpione è uno dei  segni zodiacali che conosce la morte: è la morte della personalità affinché l’anima possa dominarla ed esprimere la vita divina attraverso di essa.<br />
E’ anche un segno di magìa, che non significa fare cose strane e insolite ma semplicemente esprimere l’anima attraverso l’uso della personalità in ogni pensiero e in ogni gesto della nostra esperienza quotidiana.</p>
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		<title>Il Mese della Bilancia</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 14:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZODIACO]]></category>

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		<description><![CDATA[LA SETTIMA FATICA “LA CATTURA DEL CINGHIALE DI ERIMANTO” Bilancia –  22  Settembre – 21 Ottobre IL MITO Il Maestro sapeva che Ercole aveva bisogno di  equilibrio e di sano giudizio, per poter procedere nel  futuro servizio alla razza umana, e quindi gli occorreva affrontare una nuova fatica per acquisire questi attributi. Chiamò Ercole e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-523" title="07.libra" src="/wp-content/uploads/07.libra_.jpg" alt="" width="100" height="100" /></strong><em>LA SETTIMA FATICA</em></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><em>“LA CATTURA DEL CINGHIALE DI ERIMANTO”</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bilancia –  22  Settembre – 21 Ottobre</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL MITO</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro sapeva che Ercole aveva bisogno di  equilibrio e di sano giudizio, per poter procedere nel  futuro servizio alla razza umana, e quindi gli occorreva affrontare una nuova fatica per acquisire questi attributi. Chiamò Ercole e gli disse:</p>
<p style="text-align: justify;">“Và, figlio mio, cattura il cinghiale selvaggio e salva così un paese devastato. Ma prendi tempo per mangiare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole partì per conquistare la Settima Porta. Apollo gli aveva dato un arco nuovissimo, ma Ercole decise di non portarlo con sé per paura di uccidere. Già aveva ucciso Ippolita nella precedente fatica della Vergine, e stavolta non voleva rischiare  lo stesso errore.</p>
<p style="text-align: justify;">Munito unicamente della solita clava, si arrampicò sulla montagna in cerca del cinghiale, e ovunque vedeva paura e terrore.</p>
<p style="text-align: justify;">A un certo punto della salita, incontrò il suo amico Folo, che faceva parte del gruppo dei centauri ed era conosciuto dagli dèi. Si fermarono a parlare e così Ercole dimenticò la sua ricerca, Folo lo invitò a bere vino, spillandolo da un barile che però non era suo. Era un grande barile che apparteneva al gruppo dei Centauri, a cui gli dèi l’avevano donato con l’ingiunzione di non aprirlo se non quando fossero stati tutti presenti. Il barile apparteneva dunque al gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Ercole e Folo, in preda all’euforia, lo aprirono e invitarono alla baldoria anche Chirone, un altro saggio Centauro, che accettò subito. Tutti e tre insieme banchettarono, bevvero e fecero baldoria, facendo un grande chiasso, che attirò gli altri Centauri benché fossero lontani.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivarono molto incolleriti e scoppiò un grande combattimento. Nonostante i suoi proponimenti, nella furia della rissa Ercole uccise i due amici con i quali aveva banchettato, così ancora una volta divenne messaggero di morte. Mentre gli altri Centauri levavano alti lamenti, Ercole fuggì sulle montagne deciso a riprendere la  ricerca del cinghiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo cercò dappertutto fino a tarda notte, nel buio e nel gelo, ma senza trovarlo Allora decise di agire d’astuzia: costruì una trappola, la nascose con cura tra le nevi e attese l’arrivo del cinghiale. Finalmente alle prime luci dell’alba il cinghiale uscì dal nascondiglio in cerca di cibo, e poco dopo cadde nella trappola di Ercole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole però non si accontentò di questa vittoria. Liberò il selvaggio cinghiale  e si mise a combattere con lui per farlo prigioniero con la propria bravura. Combattè furiosamente, vinse il cinghiale e lo assoggettò al proprio volere. Scese dalla cime innevate tenendo il feroce cinghiale, ormai domato, per le due zampe posteriori e spingendolo come se fosse una carriola. Scendeva danzando, cantando e ridendo della sua bravata e tutti coloro che incontrava sulla via, vedendo questa insolita scena, ridevano con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole arrivò dal Maestro, che gli  disse: “ Hai compiuto la settima fatica e superato la Settima Porta e hai imparato la lezione del vero equilibrio. Ma ancora una volta hai ucciso quelli che dovevi amare. Rifletti sulle lezioni del passato e sulle  prove che incontri, figlio mio.”</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">IL SEGNO – INSEGNAMENTI</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Il segno della Bilancia è rappresentato dalla figura della Giustizia che regge la bilancia: è una donna dagli occhi bendati, forse cieca alla visione esteriore oggettiva poiché solo la vista intuitiva interiore può veramente riconoscere dove risiede la giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motto esoterico della Bilancia è: “Scelgo la via che passa tra due grandi linee di forza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segno della  Bilancia oscilla tra le paia di opposti: dalla parzialità e dal pregiudizio alla giustizia e al discernimento, dalla stupidità  alla saggezza, con l’unico scopo di stabilire l’equilibrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il reggente della Bilancia è Venere, quindi vi è un forte elemento femminile in questo segno. La vita moderna così dura e travolgente è troppo aggressiva e maschile: la Bilancia ci fa comprendere l’importanza della componente femminile che dovrebbe agire come un’influenza di armonia, di grazia e bellezza, di comprensione e dolcezza, molto più efficaci dell’aggressività e della durezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La Bilancia ci richiama all’armonia, alle energie di persuasione, di cortesia, di cooperazione, disdegnando i metodi duri. Ci richiama al lavoro di gruppo e a tutti i programmi d’azione che promuovono la fratellanza e l’unità.</p>
<p style="text-align: justify;">I piatti della Bilancia oscillano facilmente da una parte all’altra, cioè fra un opposto e l’altro, ma il punto di MEZZO caratterizzato dall’EQUILIBRIO rimane IMMUTATO. Questo infatti è il Segno in cui si trova “il Sentiero stretto come la lama di un rasoio” di cui parlano i Maestri e che conduce l’uomo nel regno dell’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa ci insegna Ercole in questa prova?</p>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro gli aveva detto: “prendi tempo per mangiare”. Ercole però il tempo lo prende per ubriacarsi in un’orgia con i suoi due  vecchi amici, in  più bevendo  il vino che era destinato al gruppo. Inoltre, nonostante  abbia preso tutte le precauzioni per non uccidere il cinghiale, finisce per uccidere i suoi due amici. Il vino che ha tracannato l’ha condotto a una tragedia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ci dice che anche quando crediamo di aver liberato il nostro sentiero da tutti i possibili  tranelli e ci sentiamo sicuri e pieni di buona volontà, magari anche un pochino “arrivati”, la tentazione ci segue sempre e appena allentiamo la vigilanza possiamo ricadere nei vecchi errori.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cos’altro ci insegna Ercole ?</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto vediamo che i fumi del piacere devono essere dissipati completamente prima che possa essere catturato il cinghiale, che rappresenta il grande compito del dominio di se stessi e il percorso dell’anima per catturare e sottomettere la personalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cinghiale del desiderio non può essere vinto nelle nebbie della valle ma solo sulle vette dei monti: infatti tutte le grandi conquiste dello spirito e le grandi rivelazioni avvengono sulle cime.</p>
<p style="text-align: justify;">La Bilancia ci fa comprendere che il mondo si sostiene con l’equilibrio, che la via della salvezza è la via dell’equilibrio: chi è capace di comprenderlo e di stabilire l’equilibrio nella propria vita, non sarà costretto a vederselo imporre da improvvise catastrofi o circostanze dolorose, che non hanno lo scopo di punire, ma quello di restaurare l’equilibrio nella propria natura. Per questo le leggi del Karma devono essere considerate come attività equilibranti che impediscono il proseguimento di condizioni di squilibrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo imparare a pesare ed equilibrare tutte le cose con cui entriamo in relazione, dobbiamo superare la tentazione dell’estremismo e sviluppare la discriminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dobbiamo più essere né fanatici né bigotti. Dobbiamo imparare a persuadere anziché a costringere usando l’arte del compromesso spirituale attraverso difficili esercizi di discriminazione. Per esempio diventare adattabili pur mantenendo integro il nostro ideale o accettare ripieghi senza perdere di vista la nostra meta o renderci accettabili da chi ha bisogno di un risveglio spirituale ma senza abbassare la qualità del nostro messaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo saper valutare le situazioni e imparare a dare né troppo aiuto né troppo poco. Col troppo aiuto possiamo creare impedimenti all’autonomia e alla crescita, col troppo poco possiamo creare disperazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ercole non usa la forza bruta per catturare il cinghiale, anzi, evita l’incontro diretto per non spendere più energie del necessario. Non usa coercizione ma astuzia intelligente e una certa gentilezza. Poi afferra le zampe posteriori del cinghiale,  lo spinge come una carriola e scende dalla montagna cantando e ridendo. Ercole non solo porta a termine la fatica, ma rende il feroce cinghiale oggetto di ridicolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una grandissima indicazione per noi.  Cambiando leggermente la prospettiva, molte esperienze di vita  che noi consideriamo terribili possono essere letteralmente trasformate da un benefico senso dell’umorismo. Tutto ciò che consideriamo grave ed estremamente importante, ha decisamente i suoi lati ridicoli, che ci insegnano la preziosa arte dello “SDRAMMATIZZARE”.</p>
<p style="text-align: justify;">In Bilancia la crescita spirituale si sviluppa dall’interno, con tranquillità ed “eleganza”, senza stress o sforzo violento, come lo sbocciare di un fiore. Una soluzione “elegante” è una soluzione che scaturisce con estrema facilità, con la massima semplicità di mezzi, con la massima logica e il minimo dispendio di energia .</p>
<p style="text-align: justify;">In Bilancia ci prepariamo a rinnovare noi stessi sapendo che siamo servizio e che questo è il primo passo verso il rinnovamento del mondo.</p>
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		<title>Il Mese della Vergine</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 13:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coscienza Etica</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZODIACO]]></category>

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		<description><![CDATA[LA SESTA FATICA “IL CINTO DI IPPOLITA” Vergine  -  22 Agosto – 21 Settembre IL MITO Il Maestro chiamò Ercole e gli disse che doveva passare per la sesta Porta e conquistare il cinto di Ippolita. Ippolita era una grande regina e regnava su tutte le donne del mondo allora conosciuto. Non vi erano uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><img class="alignleft size-full wp-image-522" title="06.virgo" src="/wp-content/uploads/06.virgo_.jpg" alt="" width="100" height="100" /></strong><em>LA SESTA FATICA</em></h3>
<h3><em>“IL CINTO DI IPPOLITA”</em></h3>
<p><strong>Vergine  -  22 Agosto – 21 Settembre</strong></p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">IL MITO</span></h4>
<p>Il Maestro chiamò Ercole e gli disse che doveva passare per la sesta Porta e conquistare il cinto di Ippolita.</p>
<p>Ippolita era una grande regina e regnava su tutte le donne del mondo allora conosciuto. Non vi erano uomini in quel regno, solo una volta all’anno Ippolita e le sue guerriere si recavano in visita alle  loro lontane dimore.</p>
<p>Ippolita portava un bellissimo cinto donatole da Venere, la dea dell’amore. Il cinto simboleggiava l’unione conquistata attraverso i conflitti e le lotte e simboleggiava anche la maternità e la nascita del Sacro Bambino atteso da tutta l’umanità.</p>
<p>Intuendo l’arrivo di Ercole, Ippolita decise di ubbidire ai voleri di Dio e gli andò incontro parlandogli dolcemente e offrendogli spontaneamente il cinto quale simbolo di unione, di fiducia e di amore.</p>
<p>Ma Ercole non comprese, si scagliò contro Ippolita, le strappò il cinto e la uccise.</p>
<p>Appena vide la regina morente ai suoi piedi, rimase atterrito per ciò che aveva fatto e udì la voce del Maestro che lo rimproverava per aver ucciso la dispensatrice di doni e gli intimava di riscattarsi. Ritornò sulle rive del mare e lì vide un mostro degli abissi che teneva tra le fauci Esione, una fanciulla inerme e senza difese. Si lanciò per aiutarla, ma già il mostro l’aveva inghiottita.</p>
<p>Allora si gettò contro le fauci spalancate del mostro che ruggiva paurosamente e si precipitò nella  sua gola in cerca di Esione.</p>
<p>La trovò nel ventre profondo, l’afferrò con un braccio mentre con l’altro brandiva la spada per farsi strada verso la luce del giorno.</p>
<p>Ercole riattraversò la sesta Porta e si recò dal Maestro col cinto e con la fanciulla che aveva salvato.</p>
<p>Il Maestro gli disse: “La sesta fatica è compiuta. Hai ucciso chi ti amava e ti porgeva l’amore e il potere che ti erano necessari, poi hai salvato chi aveva bisogno di te. Rifletti in modo nuovo sulle vie della vita e sulle vie della morte, perché i DUE sono UNO. Ora và e riposa”.</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">IL SEGNO  -  INSEGNAMENTI</span></h4>
<p>Vergine è il primo dei segni del discepolo, è un segno di sintesi, la sintesi tra gli opposti.</p>
<p>Il suo motto esoterico è: “Sono la madre e il Bambino, sono Dio e sono la Materia”.</p>
<p>E’ il segno che concerne lo scopo globale dell’evoluzione che è quello di proteggere, nutrire e infine rivelare la realtà spirituale nascosta dal mondo delle forme: ciò che viene chiamato la nascita del Sacro Bambino, il Cristo nell’umanità.</p>
<p>Tutte le forme velano la realtà dello spirito, ma la forma del regno umano ha le qualità adatte per manifestare lo spirito in modo diverso da tutti gli altri regni di natura: ha le qualità per rendere tangibile,  oggettivo e visibile il vero senso di tutto il processo creativo.</p>
<p>In Vergine comprendiamo che la materia è il sacro veicolo per la manifestazione dell’anima. Comprendiamo chiaramente che nessuna verità è completa o reale se non include il suo opposto e tutto ciò che passa fra di loro. Comprendiamo che l’evoluzione si conquista tramite la crisi affrontata positivamente, focalizzando la coscienza non sui suoi aspetti negativi ma sugli aspetti  che ci rendono più chiaro lo scopo dell’esistenza.</p>
<p>La fatica della Vergine dove Ercole realizza un fallimento uccidendo Ippolita che pure gli offriva in dono il cinto, si compie con il suo polo opposto: il femminile. La guerra tra i sessi è di origine antica ed è inerente alla dualità dell’umanità e dello stesso sistema solare. Come effetto di  questo conflitto vediamo i divorzi e la competizione esasperata fra i sessi che si svolge sia nel campo degli affari che della stessa famiglia.</p>
<p>Le tre virtù richieste per superare con successo la dualità e fondere gli opposti per ricavare equilibrio e armonia, sono la TOLLERANZA, la COMPASSIONE e la CARITA’ cioè l’AMORE. Ercole non comprende la lezione e compie un’azione di morte.</p>
<p>Il Maestro lo redarguisce duramente e gli impone di riscattarsi e allora Ercole, dopo un’azione di morte, compie un atto d’amore a rischio della propria vita, insegnandoci  così che  il servizio e  l’amore sono l’unica via con la quale possiamo riscattarci dalle conseguenze della nostra ottusità e dai nostri errori anche gravi.</p>
<p>L’errore di Ercole nel segno della Vergine, che rappresenta l’inizio del cammino sul Sentiero del Conseguimento, ci mette in guardia sul pericolo di commettere degli sbagli che ci fanno  fallire e retrocedere anche se siamo aspiranti spirituali.  Quando manchiamo di comprensione, di amore e di compassione, i pericoli della dualità sono sempre in agguato e anche il discepolo più avanzato può cadere nell’errore e retrocedere, ritardando anche di molto la sua evoluzione.</p>
<p>Per Ercole l’insuccesso è solo temporaneo perché si riscatta immediatamente con un atto d’amore e di abnegazione.</p>
<p>Egli ci aiuta a comprendere che attraverso la crisi e il dolore possiamo trovare  la forza e il coraggio per riscattarci immediatamente dall’errore e  proseguire il cammino, attenti a non lasciarci sfuggire le successive opportunità che la vita ci presenta.</p>
<p>Ancora una volta  il segno ci richiama all’amore intelligente e inclusivo, all’attenzione vigile a ciò che la vita ci propone, al discernimento e alla comprensione, e soprattutto a incarnare i valori dell’anima nella nostra esperienza quotidiana, l’unica via che abbiamo per ampliare e far crescere la nostra coscienza e dare il nostro contributo alla realizzazione del Piano Divino.</p>
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