Meditazione Solstizio d’Inverno

MILANO:

MERCOLEDì 20 DICEMBRE 2017 – ore  20:45 presso NUOVA SEDE Auditorium Centro Civico Via Quarenghi 21 – MM 1 Rho Fiera – Fermata Bonola

TORINO:

GIOVEDì 21 DICEMBRE 2017 – ore 21:00 presso La Sala Conferenze della Galleria d’Arte Moderna G.A.M. Corso Galileo Ferrari 30

BUSTO ARSIZIO:

MERCOLEDì 20 DICEMBRE 2017 – ore 20:45 presso Centro Olistico – Via Cà Bianca 34 bis

LUGANO:

GIOVEDì 21 DICEMBRE 2017 – ore 20:30 presso Sala Girasole Centro Serrafiorita, via Pian Scairolo 2, Pambio Noranco (bus linea 1)

 

Con il Solstizio d’inverno si entra nel segno del Capricorno, ultimo segno di terra.
La terra del segno del Capricorno appare arida, spoglia, dura, fredda.
E’ la terra invernale che non offre i suoi frutti, che non si abbellisce esteriormente perché tutte le sue energie sono rivolte all’interno per il lento processo della natura sulla vegetazione.

La morte apparente che vediamo all’esterno corrisponde al massimo momento spirituale, alla maggiore ingegnosità dell’uomo, libero dagli ordinari lavori stagionali.
Rappresenta la spoliazione, la concentrazione verso una meta, ma anche la vetta della montagna e la profondità della grotta dove l’individuo, addestrando la volontà e controllando l’istinto, giunge al dominio di sé.

Con questa Cerimonia si intende vivere questo passaggio in se stessi.
Si incomincia meditando, dalla “spoliazione”, analoga alla preparazione della terra prima della semina, spogliandoci del superfluo e del negativo, per tornare all’essenza.

Con questo processo si mette ordine nella propria vita, verificando l’ordine delle priorità e le energie che vi si dedicano.
Per superfluo si intendono anche i “sospesi” nei rapporti interpersonali, nelle situazioni non chiarite, che si dovrebbero riportare allo stato di serenità.
L’acquietamento che ne segue è la condizione ideale di ricettività per le intuizioni, le idee e per far attecchire i propositi.
La meditazione prosegue appunto con la formulazione di un proposito, che più tardi sarà rappresentato dal seme che sarà posto nella terra perché, protetto, cresca fino a germogliare, sbocciando a primavera.
Consideriamo la terra quindi come forza di volontà che generosamente e continuamente offre i suoi doni meravigliosi.

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